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NUOVI MONDI - Bigoli Bang di Jérôme Walter Gueguen

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  Bigoli Bang è un film che potremmo inserire nel genere fantascienza distopica . Il plot è tanto semplice quanto efficace; una struttura situata da qualche parte nel nord dell'Italia (Veneto ndr.) ospita dei migranti senza permesso di soggiorno; questi migranti, però, non vengono da un altro luogo ma da un altro tempo. Per quale ragione sono arrivati? La loro presenza rompe i fragili equilibri esistenziali del nostro tempo ponendo tutta una serie di interrogativi, esistenziali prima ancora che politici, non di facile soluzione. Vengono ospitati (custoditi? Imprigionati? Confinati?) in una vecchia fabbrica che è un incrocio tra un carcere e un sanatorio.   Bigoli Bang è un film bizzarro e riuscito che sfrutta un argomento ormai "consumato" da kilometri (forse sarebbe più corretto dire anni luce) di pellicola cinematografica usati per produrre opere che nella gran parte dei casi non hanno niente da dire; Questo film, invece, utilizza il tema in un modo insolito e origina

FOCUS - Esplorare la materia - Time Crystals e Tlaloc, un dittico di Abinadi Meza

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  Abinadi Meza Che cos'è il cinema?  La risposta non può essere una sola; il cinema è dispositivo, linguaggio, spettacolo, industria, arte, innovazione tecnologica... il cinema è anche un luogo fisico, una istituzione, storia ... Tlaloc  Potremmo andare avanti a lungo con questa lista, ma a noi ci basta sapere che il cinema non è soltanto "una cosa", ma ha una natura e un' identità composita e molteplice; sbaglia chi pensa al pubblico come un blocco unico di individui, tutti con lo stesso gusto e le stesse aspettative. Anche gli autori, quando sono davvero tali, seguono strade piuttosto personali per parlare del mondo. Tlaloc  Abbiamo imparato a conoscere il lavoro di Abinadi Meza attraverso un dittico presentato al Sipontum Arthouse International Film Festival (presentato in edizioni differenti) che ci ha posto di fronte a un cinema tanto misterioso quanto profondamente umano. Time Crystals Time Crystals e Tlaloc sono due lavori così lontani eppure così vicini. A

FOCUS - Uno sguardo distopico; Horizon di Daniele De Muro

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Nell'eterno dibattito che contrappone il cinema d'autore al cinema commerciale si assiste spesso a una eccessiva polarizzazione delle rispettive posizioni; esistono autori che si situano nel mezzo (per scelta o per caso) e che gettano un ponte tra questi due modi di intendere il fare cinema e il rapporto con il pubblico. Lo fanno attraverso film che partono dalle premesse di un cinema classico per poi spostarsi, spesso e volentieri su terreni più interiori e profondi (regno del cinema d'autore). Se il cinema mainstream punta più l'attenzione sulla storia, il cinema d'autore pernsa più ai personaggi.  Questi film che si situano nel mezzo sono scivolosi perché corrono il serio pericolo di scontentare tutti (gli amanti del cinema d'essai e quelli del cinema di cassetta) e perciò sono tanto più significativi quando sono fatti con criterio. Questo, a nostro avviso, è il caso di Horizon di Daniele De Muro , che si situa in una sorta di confine che separa due mondi

NUOVI MONDI - The Afterlife Photo di Tatsuaki Mizoi

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      Il cinema nipponico in concorso in questi anni al Sipontum Arthouse International Film Festival , ci ha abituati a una buona varietà di modi e di generi produttivi che danno vita a risultati cinematografici anche molto diversi tra loro. Tutti i film ricevuti in questa sede, però, hanno come denominatore comune un'attenzione particolare al mondo interiore degli esseri umani, mondo che è importante tanto quanto (se non di più) il mondo là fuori. Intrecci che non sono tanto incentrati su eventi e azioni, quanto su stati d'animo.     The Afterlife Photo del giovane e interessante Tatsuaki Mizoi , indaga il sentimento umano principale, l'amore, attraverso una storia che si dipana sulla sottile linea che divide i vivi e i morti.  Uno studio fotografico riceve uno strano e bizzarro incarico (rifiutato da tutti gli studi fotografici già contattati prima di loro); una ragazza desidera scattare una foto post mortem di lei insieme all'amore della sua vita (un uono deceduto,

I vincitori della sessione "estate 2023" e le parole della critica sulla selezione ufficiale

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  Edizione ricca e variegata quella appena conclusa del Sipontum Arthouse International Film Festival con una insolita, per noi, prevalenza di opere italiane e una buona rappresentanza di lavori da tutti i continenti; ricordiamo al pubblico che le proiezioni dal vivo, presso La traccia nascosta sound recording studio , riprenderanno dopo l'estate e saranno ricche di sorprese e novità. Intanto, ecco a voi la lista dei vincitori di questa edizione. Di seguito raccogliamo le impressioni della critica sulla selezione ufficiale. Where is Ida di Petra Zoepnek   Mi ha ricordato i mokumentary piu che i film sperimentali. Il diario di viaggio è un topos intramontabile e chiave di lettura di quest'opera molto curata sotto tanti aspetti.(Luigi Starace)   A sound of hope di Giovanni Pellegrino Quasi un documentario un video di speranza e di denuncia. Le immagini semplici di vita rurale portano alle origini e le parole sottolineano l'orgoglio vero quasi viscerale per la propria te

Burying my dream of becoming a bride - Rossella Piccinno

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  Lo abbiamo detto spesso e lo ripetiamo; il cinema d'essai, quando è fatto bene, possiede una sincerità dirompente, sconosciuta nel mondo mainstream. Spesso si tratta di verità e punti di vista del tutto personali. L'urgenza di una comunicazione artistica con il pubblico è un elemento che non è facilmente replicabile dal cinema di cassatta ed è anche il motivo principe che giustifica ed esige al contempo l'esistenza di opere filmiche fuori dagli schemi, di quel tipo di cinema più sperimentale che rientra sotto il macrogenere arthouse.   Rossella Piccinno, regista pugliese d'origine e francese di adozione, è autrice e interprete di Burying my dream of becoming a bride, un delizioso film realizzato praticamente con un'unica inquadratura, in cui lo spettatore assiste a un seppellimento rituale; la protagonista (che è la stessa regista), scappa prima di sposarsi e, recatasi nel deserto, seppellisce metaforicamente il "suo sogno" di diventare sposa attraverso